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8月8日 La sicurezzaGiovane marocchina si suicida perché condannata alla "clandestinità" Bergamo, 7 agosto 2009. Nel Bergamasco la condizione degli immigrati “irregolari” è assolutamente disperata. Attivisti del Gruppo EveryOne hanno avuto modo di incontrare, nei giorni scorsi, numerosi “clandestini” provenienti soprattutto dall'Africa, constatando una vera e propria tragedia umanitaria. Donne incinte che non si recano in ospedale e malati gravi che non accedono più alle cure sanitarie, per timore di essere denunciati e deportati. Genitori che nascondono i bambini, per timore di perderli, in quanto impossibilitati a registrarli e ad offrire loro condizioni di vita sufficienti a evitare che le autorità li sottraggano loro. Sospetti casi di Tbc e altre malattie contagiose, fra cui l'influenza A/H1N1: malattie che si diffondono fuori controllo, perché i migranti non si recano presso le strutture sanitarie. Sui
bimbi, inoltre, non possono essere eseguite la vaccinazioni
obbligatorie dell'età evolutiva: antidifterite, antitetanica, antipolio
e antiepatite B né quelle raccomandate dalle Istituzioni sanitarie:
antimorbillo, antirosolia, antiparotite e antipertosse. In questo clima
di persecuzione, che vede tanti nuclei familiari vivere nascosti come
la famiglia di Anna Frank durante l'Olocausto, si registrano già
diverse vittime. Bambini nati in condizioni igieniche terribili. Malati
gravi che si spengono fra atroci sofferenze, privati di ogni terapia.
Persone fragili che scelgono di togliersi la vita, le cui morti sono
spesso imputate a “incidenti” dagli inquirenti che non vogliono sentir
parlare di persecuzione etnica. La
giovane marocchina F.A., 27 anni, si è uccisa ieri gettandosi nelle
acque del fiume Brembo, a Ponte San Pietro (Bergamo). Si è
suicidata perché era clandestina, non riusciva a regolarizzarsi ed era
consapevole che con la legge n. 94/2009 sulla sicurezza, la sua
presenza in italia sarebbe diventata un reato, che l'avrebbe condannata
a vivere senza diritti, in attesa della deportazione. Il corpo della
giovane è stato notato da alcuni passanti ieri sera, sotto il ponte del
centro storico. Il fratello della ragazza, Mohammed, che ha un regolare
permesso di soggiorno e vive a Ponte San Pietro, ha raccontato il
dramma della sorella, dramma che l'ha condotta a una depressione senza
uscita. “Era terrorizzata dalla scadenza di domani, giorno in cui la clandestinità diventa reato,” ha detto fra le lacrime, incapace di accettare l'ennesima tragedia causata dal razzismo istituzionale. Fonte: http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2009/8/7_Giovane_marocchina_si_suicida_perche_condannata_alla_clandestinita.html
Penso che la richiesta di una forte e unitaria politica sulla sicurezza nei quartieri e di controllo dei flussi migratori rappresenta una istanza di fronte a cui il centrosinistra ha sempre mostrato lacune e contraddizioni che hanno fatto venir meno la sua credibilità come forza di governo nazionale. Rendere reato la colandestinità non rende pià sicure le nostre città e le nostre campagne, rende solo più violento e totale lo sfruttamento dei lavoratori senza permesso di soggiorno. Fonte: "L'Unità", anno 86 n.213 di Giovedì 6 Agosto 2009 引用通告此日志的引用通告 URL 是: http://pensieri-sparsi-83.spaces.live.com/blog/cns!37EA8A67920E6DD8!2610.trak 引用此项的网络日志
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