Enrica's profileLa Valle tra le NebbieBlogLists Tools Help

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    October 08

    Di una fattoria liberata

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    ALL ANIMALS ARE EQUAL
    but some animals are more equal then others
     
    Scriveva Orwell.
     
    E per ben 15 mesi ci è stato fatto credere che fosse veramente così...e che i maiali avessero definitivamente preso possesso della fattoria, e che a noi non fosse rimasto altro che osservare, rassegnati e demoralizzati, lo sfacelo che i maiali facevano del principio di uguaglianza (e di tante altre cose) pasteggiando laidi con i dettami dei nostri Padri Costituenti.
     
    E invece?
     
    Con somma sorpresa di Alfano ("sarà sorprendente per lui" [la sentenza] chiosa acutamente Concita de Gregorio dal filo rosso dell'Unità) la Consulta preposta a riferire circa il Lodo Alfano l'ha giudicato, nel merito, anticostituzionale in quanto contrario agli articoli 3 e 138 della Costituzione.
    E, sempre citando Concita de Gregorio, per chi ha continuato a credere nella giustizia nonostante la provvisoria presenza del Ministro Alfano, oggi è un bel giorno.
     
    Per noi.
    Ma vogliamo pensare anche al povero Silvio?
    Accerchiato dalla sinistra che controlla "il 72% della stampa, la magistratura, gli approfondimenti della TV pubblica" e nel mirino dei "comici che ci prendono in giro", sarà stremato, demoralizzato, impaurito...
     
    Mavalà! :D
     
    All'urlo di "Viva l'Italia, viva Berlusconi" andrà avanti anzi, caricato da questa situazione.
    Non è dunque la mancata approvazione del Lodo che lo rammarica, si cruccia piuttosto di dover sottrarre tempo alla gestione della cosa pubblica per comparire nei processi che ripartono da oggi stesso.
     
    Tranquillo Silvio, come ci dici da anni, sarai assolto da tutto, e potrai tornare acclamato a gran voce da tutta la fattoria! 
     
     
    October 05

    I morti di serie B

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    Che poi uno si chiede no...ma 'sti poveracci dei messinesi, anzi degli abitanti di Giampilieri Superiore...che cacchiarola hanno fatto di male per essere così scagati dalla tivvù italiana?
    Non che si perdano niente eh? A parte che i famosi 15 minuti di gloria uno magari vorrebbe viverseli per motivi leggermente più allegri, ma poi c'è anche la questione che ultimamente non è che la tivvù goda di una fiducia così sconfinata nelle pieghe di una certa parte di opinione pubblica...dunque da un lato...chissene...

    Eppure.

    Eppure si insinua il dubbio che ci sia qualcosa che non va. Perché la catastrofe c'è stata, su questo non c'è dubbio, dunque il dato fondamentale, come dire...la materia prima c'è.
    I morti, purtroppo, anche.
    Gli sfollati, pure.

    E dunque?

    Dove sono i millemila servizi di Porta a Porta?
    Dove sono le inchieste dei telegiornali?
    Dov'è la puntualità di Matrix?
    Dove sono i giornalisti televisivi che vanno a bussare ai finestrini delle macchine dei terremotati? (Ma lei perché ha dormito in macchina?)
    Dove sono le aste di beneficienza, i numeri in sovraimpressione da chiamare per donare uno o due euro, gli invii di materiale e cibarie alle vittime dell'alluvione?

    Oggi leggevo sull'Unità il contributo di un giornalista messinese che si chiedeva, e badate bene, che è una domanda seria, quale fosse l'equazione esatta per stabilire quanti morti messinesi servono, per farne uno italiano.

    Io non lo so, ma di certo per ora sembrano non essere abbastanza.

     

    September 21

    La fiera della retorica

    Riecco che parole come pace, exit-strategy e kamikaze rispuntano nel nostro vocabolario quotidiano, sempre e solo dopo l'ennesimo spargimento di sangue italiano in terra straniera.

    Le polemiche che riemergono automatiche come kalashnikov dopo ogni strage, oramai sono pappardelle e filastrocche imparate a memoria anche dai bambini più disattenti.

    La vita e la morte a Kabul, come in tutti i paesi di guerra, hanno lo stesso senso, senza distinsione di età, di sesso o di nazionalità, per chi ci vive ma anche per chi è di passaggio.

    Vorrei sottolineare l' ennesima spettacolarizzazione del dolore ad opera della stampa e dei telegiornali: oramai veramente in Italia non c'è più differenza se si piange per Mike Bongiorno, per i 6 militari o per C'è posta per te.

    I mass media hanno omogeneizzato i nostri sentimenti.

    Per lasciare intendere brevemente ciò di cui vorrei parlare, cito alcune righe di Repubblica: "Sulla scorta di informazioni ricevute dalle forze di sicurezza locali, fonti militari sul posto confermano che tra le 15 vittime civili c'è anche un numero imprecisato di bambini".

    Un numero imprecisato di bambini.

    A nessuno, almeno per un attimo, gli è balenato per la testa che le vittime di giovedì siano 21, non 6. E tutto sommato poco importa se non sapremmo mai i nomi di questo numero imprecisato di bambini, non sapremo i nomi dei loro sogni, il colore dei loro occhi.

    Siamo costretti a vivere come schiavi, come parassiti dell'informazione. Dobbiamo preoccuparci o interessarci solo di ciò che aggrada agli imprenditori editori.
    Lungi da noi il voler immaginare, per un attimo, che con i 6 eroi della Folgore possa essere caduto anche un nostro figlioletto, con le manine e le guanciotte paffutelle, magari mentre tornava da scuola, con lo zainetto e i quaderni ora inzuppati di cenere e sangue.

    In fondo non so se si tratta più di razzismo o ignoranza. Sono convinto che veramente tutto sommato tutto si generi da una smisurata voglia di indifferenza. Chi vuoi che se ne fotta in fondo dei 6 parà e dell'imprecisato numero dei bambini morti, se il giorno dopo gli stadi sono pieni e le trasmissioni di Bruno Vespa e Maria de Filippi registrano il 30-40% di share.

     

    Fonte: http://cogitoergovomito.blogspot.com/2009/09/6-para-ed-un-numero-imprecisato-di.html



    September 05

    Libertà d'espressione

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    Da "L'Unità", anno 86 n.482, Sabato 5 Settembre 2009

    www.unita.it

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    August 26

    Siamo tutti CLANDESTINI

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    Solo voy con mi pena
    Sola va mi condena
    Correr es mi destino
    Para burlar la ley
    Perdido en el corazn
    De la grande Babylon
    Me dicen el clandestino
    Por no llevar papel

    Pa' una ciudad del norte

    Yo me fui a trabajar
    Mi vida la dejé
    Entre Ceuta y Gibraltar
    Soy una raya en el mar
    Fantasma en la ciudad
    Mi vida va prohibida
    Dice la autoridad

    Solo voy con mi pena
    Sola va mi condena
    Correr es mi destino
    Por no llevar papel
    Perdido en el corazn
    De la grande Babylon
    Me dicen el clandestino
    Yo soy el quiebra ley

    Mano Negra clandestina
    Peruano clandestino
    Africano clandestino
    Marijuana illegal

    Solo voy con mi pena
    Sola va mi condena
    Correr es mi destino
    Para burlar la ley
    Perdido en el corazn
    De la grande Babylon
    Me dicen el clandestino
    Por no llevar papel

    Argelino, Clandestino!
    Nigeriano, Clandestino!
    Boliviano, Clandestino!
    Mano Negra, Ilegal!

     

    Manu Chao


    August 08

    La sicurezza

    Giovane marocchina si suicida perché condannata alla "clandestinità"
    Bergamo, 7 agosto 2009. Nel Bergamasco la condizione degli immigrati “irregolari” è assolutamente disperata.

    Attivisti del Gruppo EveryOne hanno avuto modo di incontrare, nei giorni scorsi, numerosi “clandestini” provenienti soprattutto dall'Africa, constatando una vera e propria tragedia umanitaria. Donne incinte che non si recano in ospedale e malati gravi che non accedono più alle cure sanitarie, per timore di essere denunciati e deportati. Genitori che nascondono i bambini, per timore di perderli, in quanto impossibilitati a registrarli e ad offrire loro condizioni di vita sufficienti a evitare che le autorità li sottraggano loro. Sospetti casi di Tbc e altre malattie contagiose, fra cui l'influenza A/H1N1: malattie che si diffondono fuori controllo, perché i migranti non si recano presso le strutture sanitarie.

    Sui bimbi, inoltre, non possono essere eseguite la vaccinazioni obbligatorie dell'età evolutiva: antidifterite, antitetanica, antipolio e antiepatite B né quelle raccomandate dalle Istituzioni sanitarie: antimorbillo, antirosolia, antiparotite e antipertosse. In questo clima di persecuzione, che vede tanti nuclei familiari vivere nascosti come la famiglia di Anna Frank durante l'Olocausto, si registrano già diverse vittime. Bambini nati in condizioni igieniche terribili. Malati gravi che si spengono fra atroci sofferenze, privati di ogni terapia. Persone fragili che scelgono di togliersi la vita, le cui morti sono spesso imputate a “incidenti” dagli inquirenti che non vogliono sentir parlare di persecuzione etnica.

    La giovane marocchina F.A., 27 anni, si è uccisa ieri gettandosi nelle acque del fiume Brembo, a Ponte San Pietro (Bergamo). Si è suicidata perché era clandestina, non riusciva a regolarizzarsi ed era consapevole che con la legge n. 94/2009 sulla sicurezza, la sua presenza in italia sarebbe diventata un reato, che l'avrebbe condannata a vivere senza diritti, in attesa della deportazione. Il corpo della giovane è stato notato da alcuni passanti ieri sera, sotto il ponte del centro storico. Il fratello della ragazza, Mohammed, che ha un regolare permesso di soggiorno e vive a Ponte San Pietro, ha raccontato il dramma della sorella, dramma che l'ha condotta a una depressione senza uscita.

    “Era terrorizzata dalla scadenza di domani, giorno in cui la clandestinità diventa reato,” ha detto fra le lacrime, incapace di accettare l'ennesima tragedia causata dal razzismo istituzionale.

    Fonte: http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2009/8/7_Giovane_marocchina_si_suicida_perche_condannata_alla_clandestinita.html


    La sicurezza

    Penso che la richiesta di una forte e unitaria politica sulla sicurezza nei quartieri e di controllo dei flussi migratori rappresenta una istanza di fronte a cui il centrosinistra ha sempre mostrato lacune e contraddizioni che hanno fatto venir meno la sua credibilità come forza di governo nazionale.

    Rendere reato la colandestinità non rende pià sicure le nostre città e le nostre campagne, rende solo più violento e totale lo sfruttamento dei lavoratori senza permesso di soggiorno.
    Respingere le barche degli emigranti senza controllare quelli fra loro che avrebbero diritto di asilo serve solo a offendere i trattati internazionali e non tiene conto del fatto che i nuovi arrivi avvengono via terra, con i TIR che vengono dai Balcani.
    Chiedere a chi lavora nella scuola e nella sanità, in anagrafe e nei servizi sociali di denunciare i clandestini non serve ad eliminare, ma solo a non vedere, sommergendoli, bisogni e diritti di persone costrette di fatto all'illegalità.
    Dire che questi provvedimenti sono espressione di una posizione <<forte e unitaria>> sulla sicurezza, rappresenta di fatto l'assurdo.
    Quella cui si sta dando luogo è una politica basata solo sugli annunci e sul tentativo di fare dello straniero il capro espiatorio delle difficoltà degli italiani.
    Il famoso <<operaio del Nord che vota Lega>> sembra, alla fine, solo una persona frastornata dal dilagare di un'informazione di parte.
    Incapace di pensare con la sua testa.

    Fonte: "L'Unità", anno 86 n.213 di Giovedì 6 Agosto 2009

    July 19

    Pensieri veramente sparsi...

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     "Conto quanto Kunta Kinte e in quanto Kunta Kinte canto"

    July 12

    Disparates...

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    Il sonno della ragione genera mostri.

    Mostri invisibili.
    Mostri subdoli e striscianti tra le pieghe della nostra mente.
    Mostri che infettano i recessi più nascosti dei nostri pensieri.

    Mostri trasparenti.
    E per questo terribilmente pericolosi.
    Ci si attaccano addosso e ci trasfigurano, ci corrodono, ci marchiano.

    Ci blandiscono e ci acclamano, e accendono in noi quello sguardo alienato,
    delirante, quello di chi crede d'esser il purificatore.
    Ci raggirano, ci circuiscono, ci fanno compiere azioni deplorevoli.
    Ci fanno dimenticare della dignità umana, ci fanno credere di avere ogni risposta.

    Inghiottono la nostra lingua e fagocitano la nostra razionalità,
    danzando poi lieti sui simulacri dell'ipocrisia di cui ci rendono fanatici portatori.
    Soggiaciono, nell'ombra, ad ogni nostra azione e pensiero, latenti,
    blandendoci fino a persuaderci, perturbanti, della loro Verità.

    Annullano la nostra volontà e si insediano come silenziosi parassiti.
    E compiuta la permuta, svenduta la nostra anima, ucciso anche l'ultimo anelito d'umanità...
    ci abbandonano, lasciandoci oscena effigie d'atrocità.

    E più nessuno è incolpevole.


     

    June 15

    Riflessioni indotte

     

    Tunnel spagnoli

    "Che poi, a volercisi soffermare, crescere è una cosa strana.

    Quando sei ragazzetto vivi di fronte a un'enormità di tunnel, di cui vedi solo l'imbocco. Hai l'imbarazzo della scelta: puoi permetterti di immaginare con facilità che da grande farai il pompiere, troverai la felicità e sarai sposato con una splendida ragazza mora il cui nome inizia con la lettera M, salvo, un momento dopo, figurarti con un ampio cappello sulla fronte e un sigaro in bocca, impegnato ad allontanare col calcio della tua pistola i mosquitos che ti ronzano nelle orecchie mentre cerchi di riposare, pigramente disteso sopra alla tua amaca di cotone bianco, proprio al centro del giardino della tua maestosa tenuta in Nicaragua.

    Poi, accade che cresci, e le strade che percorri ti portano ad essere solo una delle tante persone che saresti potuto essere. Guardi indietro e rivedi scelte cruciali prese con una leggerezza sconvolgente, vedi quei periodi in cui ti sentivi consumare dentro dall'odio e dalla rabbia. Vedi i tuoi successi, le tue sconfitte. Vedi quell'insieme di casualità e qualità che ti hanno portato ad essere quello che sei oggi, ad essere il miglior te stesso possibile, o almeno, il miglior te stesso che ti è riuscito di plasmare.

    A volte ripenso a quando, qualche anno fa, avevo deciso che questo stile di vita non faceva per me. A quando avevo deciso di lasciare tutto per andare in Spagna. Il progetto era semplice: vado in Spagna, a vendere panini. Chissà perché proprio la Spagna, e proprio i panini. La Spagna mi piace, mi fa pensare a qualcosa di caldo, luminoso, intenso, passionale e colorato. Anche i panini mi piacciono, ovviamente. Poi, un segno del destino mi fece cambiare idea. Ora, non ho mai creduto ai segni del destino, ma quando sono macroscopici, ecchecazzo, bisogna saperli ascoltare."

     

    L'intervento del Brenz (che vi consiglio vivamente di andare a leggere sul suo blog, basta cliccare sul titolo dell'intervento "Tunnel spagnoli") poi qui continua con una visione e annessa conclusione piuttosto conciliante circa l'accettazione attiva e partecipata del Francesco attuale, guardando solo con una nostalgia sopportabile al Francesco spagnolo, il paninaro.
    Io sono un po' più catastrofista e non penso che il nostro io attuale sia il migliore dei vari possibili noi che ci è riuscito di palsmare.

    Credo che, se come dice Liga, qualcuno avesse il libretto di istruzioni, ci riuscirebbe di plasmare un io di gran lunga migliore o quantomeno di perfezionare quello che noi nel nostro piccolo riusciramo a plasmare. Penso anche che il nostro subconscio, attivando una sorta di meccanismo di autoconservazione, ci porti, nella maggior parte dei casi, a cercare di convincerci che comunque le cose dovevano andare come sono andate, che le scelte, tutto sommato, sono state giuste (la legittimazione delle nostre scelte sbagliate, in virtù delle motivazioni del momento, allora giuste, è un chiaro artificio formale) e che abbiamo costruito la migliore delle strade possibili, la migliore che potevamo delineare, con i mezzi che avevamo a disposizione.

    DEVE essere così, perché altrimenti significherebbe aver perso moltissime opportunità, aver fatto scelte sbagliate, aver minimizzato i risultati...e così scivolano via, tutti gli altri io che avremmo potuto essere, e che non saremo mai.

    Sembrerebbe un vicolo buio e senza uscita.

    Forse il punto sta nella vecchia retorica del non dirsi mai arrivati, del non accettare mai quell'io che le casualità, le scelte fatte e le strade intraprese sembrano dare ormai per scontato.
    Il punto sta nel mettere sempre in discussione ogni passo, ogni parola, o ogni gesto, nel non cedere all'abitudine e alle previsioni sociali, nell'aprirsi ad ogni scossone che possa intaccare la nostra vita apparentemente perfetta.

     

    Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che
    essere vivo
    richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
    respirare.

                                         P.Neruda -Lentamente mnuore-

    May 15

    Un intervento tardivo...mentre l'umanità muore

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    Nella notte del 7 Maggio, nel CIE di Ponte Galeria è morta una detenuta tunisina.
    Si chiamava Nabruka Mimuni e aveva 44 anni. 
    Quella sera le hanno comunicato che sarebbe stata espulsa e la mattina successiva le sue compagne di cella l'hanno trovata impiccata in bagno.
    Da quel momento le recluse e i reclusi di Ponte Galeria sono in sciopero della fame per protestare contro questa morte, contro le condizioni disumane di detenzione, contro i maltrattamenti e contro i rimpatri.
    Nabruka lascia un marito, e un figlio.
    Era in italia da più di 20 anni.
    È stata catturata tre settimane fa dalla polizia mentre era in coda in Questura per rinnovare il permesso di soggiorno.

    Se dobbiamo dare un nome a chi l'ha uccisa, non basterebbero le poche righe che abbiamo a disposizione. Del resto, almeno qualche nome di questa lista lo conoscete già: intanto il ministro Maroni, che quella stessa mattina si vantava della gente deportata in Libia senza neanche passare dai porti italiani; poi il partito del Ministro, e tutto il suo governo, che si apprestano a portare di nuovo a sei mesi il tempo di reclusione nei Centri di identificazione ed espulsione; e ancora la Croce rossa italiana, che gestisce il centro di Roma Ponte Galeria e diversi altri lager in Italia; e giù giù, tutte le brave persone che applaudono alle retate, che si radunano nelle strade ad urlare: "Espulsioni, espulsioni!" e che sputano rancore ad ogni passo.

     Nel frattempo stanno per approvare il pacchetto sicurezza con il reato di clandestinità e il prolungamento della detenzione per gli immigrati fino a sei mesi. I leghisti continuano a sogghignare crudelmente sulla pelle delle loro vittime preferite, gli immigrati, e a Milano arrivano a proporre carrozze del metrò separate per milanesi e stranieri. Sono nazisti e quelle che stanno per varare sono leggi razziali.

    Spero non facciate finta di non saperlo

    Copio qui un commento di Fulvio Vassallo Paleologo al rimpatrio forzato degli immigrati che sono stati dirottati in Libia senza che fosse stata verificata né la provenienza né la eventuale necessità di richiesta di rifugio politico ("li hanno mandati a morire", diranno alcune donne sbarcate a lampedusa che testimoniano come in libia siano state torturate e violentate fino a rimanere incinta):

    "Il ministro Maroni è riuscito a deportare in Libia, da dove erano partiti, i migranti soccorsi ieri nel Canale di Sicilia. Anche se tra loro c’erano 40 donne e un numero imprecisato di minori, già vittime di abusi in quel paese. E’ il prezzo della «sicurezza».
    Si è quindi riusciti a «forzare» il protocollo di intesa tra Italia e Libia del dicembre 2007, con Prodi al governo, poi ripreso dagli accordi sottoscritti a Tripoli nell’agosto del 2008 da Gheddafi e Berlusconi e ratificati dal Parlamento a febbraio scorso con il voto favorevole del Pd.
    Siamo arrivati ai respingimenti «sommari» in mare, vietati dall’art. 33 della Convenzione di Ginevra e dall’art.3 della Convenzione europea dei diritti umani. E’ irrilevante per il governo che ad attraversare la Libia siano soprattutto potenziali rifugiati.
    Maroni sbaglia quando dice che questa operazione non ha precedenti.
    Nel 2005 l’Italia era stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo proprio perché aveva effettuato respingimenti collettivi, con voli militari e charter da Lampedusa a Tripoli e Misurata, dei migranti sbarcati a Lampedusa dall’ottobre del 2004.
    Nei mesi successivi l’Italia aveva finanziato voli di deportazione dalla Libia verso i paesi di origine.
    Con questa nuova operazione di «rimpatrio», ci sono tutti gli estremi per una nuova denuncia alla Commissione europea. Occorre fare presto. Perché le partenze continuano e continueranno, come è confermato anche oggi dallo sbarco sulle coste siciliane di un elevato numero di migranti, fuggiti prima dell’arrivo della polizia. Proprio mentre le motovedette della Guardia costiera della Finanza riconsegnavano alla polizia libica i 224 naufraghi «recuperati»."

     

    fonte: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/05/08/nabruka-mimuni-morta-di-leggi-razziali

    April 24

    Nascondi le macerie

     

    Potremmo chiederci a cosa ci è servito, tutto questo; rispondere <<Niente>>, magari all'unisono, e una volta tanto essere d'accordo. Sorridere di un'ironia trovata nello stesso momento e nello stesso posto. E approfittare per andarcene senza veleno, tu di là, io di qua. Scegliere il falso, come si fa di solito per andare avanti, perché niente è azzerabile e sui conti bisogna pur mentire. Ma sappiamo tutti e due non dovevamo servire a niente. Non è per mettere qualcosa da parte che l'abbiamo fatto. Abbiamo sperperato, com'era giusto che fosse. E' per sperpero che si sta insieme (per investimento che ci si lascia).

    Ma se pure, dimmi, se pure avessimo messo da parte qualcosa, che oggi se ne andasse in giro con una faccia e un corpo somiglianti più a te che a me (così sarebbe stato, lo so: i bei cromosomi prevalgono, almeno i tuoi sui miei), è così che vorresti pensare a lui? E' così che ti piacerebbe lavarlo, vestirlo, portarlo ai giardini con quell'altro che non vorrà sentir pronunciare il mio nome e in cambio del tuo silenzio vi prometterà il meglio di cui è capace e gli vorrà bene più di me se fosse mio, ti dirà che non gli importa purché tu rispetti il vostro patto, la mia cancellazione da costruire nel tempo, io dissanguato nei giorni, solo questa la sua missione, il suo ritardo irrimediabile, è venuto dopo, tutto qui, e sarà disposto a dare la vita per scontare questa colpa che non si perdona (dov'era lui quando eri nelle mie braccia, perché non ti ha impedito quello sbaglio, e tu, come hai potuto?), e litigherà coi suoi, creditori imbiancati e mai abbastanza delusi, che lo accuseranno di essere andato al mercato dell'usato per scegliere (una vita di stenti per farlo studiare, renderlo il buon partito che è oggi e guarda là come ha trattato i loro sacrifici) e sopporterà l'umiliazione di non vederli mai prenderlo in braccio soddisfatti come se fosse suo (anche se è quella la frase che lui ti ha detto), e tutto per causa mia, il mio passaggio nella tua vita che lo tiene infelice nonostante l'ordine apparente che ha stabilito intorno a sé; e tu lo sai com'è che si comporta quando senza che niente sia successo diventa sgarbato e insofferente, e tu sei stanca di questa storia, non hai sempre voglia di sorvolare (sei fatta così, tu), il rancore glielo leggi negli occhi quando non ti guarda, e allora sei tu a guardare lui, per rinfacciargli la promessa e lo sfidi, tiri fuori il contratto, gli mostri le rate pagate e lo mandi sul balcone a macerare il rimorso, che se la prenda con se stesso se ti ha voluta.

    Probabilmente è così che penseresti a quel sopravvissuto che ora fa torri di plastica sul tappeto del tuo bel soggiorno, un bene scampato alla rapina, dimenticato dal ladro in fuga, generosamente risparmiato oppure lasciato con l'intenzione subdola della traccia. E potresti raccontarti che non tutto è andato perduto. Che non ti eri completamente sbagliata. Che non sei stata derubata fino in fondo.

    Poi lui rientrerebbe per chiederti scusa, attraversando silenziosamente la vostra casa per arrivare da te (tu saresti sul letto, seduta, a strofinarti le dita guardando nel grigio del palazzo di fronte come se più nulla t'importasse, come se stessi per andar via senza neanche fare le valigie, e che meravigliosa liberazione sarebbe, per una volta, andarsene senza portarsi via niente, esporsi al freddo e al caso a mani vuote); ti sussurrerebbe all'orecchio che gli dispiace (il sussulto del materasso registrerebbe la sua vicinanza) e tu gli mentiresti dicendo che lo sai perché sta così, ma non ne ha motivo. Lui ti accarezzerebbe i capelli e ti tirerebbe a sé e ti vorrebbe, sarebbe quello il momento in cui sentirebbe maggiormente la mia presenza tra di voi e solo per questo tu lo lasceresti continuare e penseresti un po' a me nel sopportare il suo desiderio disperato di recupero e te la prenderesti con il tuo corpo, penseresti che non ne puoi più dei suoi affittuari, che non ne puoi più di rispondere dell'uso che ne hai fatto, che non nei puoi più del piacere, che non sai più nemmeno se lo provi ancora, che troppe cose lo precedono e lo ipotecano, che non vedi l'ora di diventare vecchia e finalmente trascurata dal desiderio degli uomini che dicevano di amarti mentre nascondevano i ferri.

    Ti difenderesti così, ti salveresti così. Con questa pace miserabile. La pace in cui niente di quello che hai intorno ti piace veramente, ma almeno niente ti fa male. Dove sta scritto, in fondo, che bisogna vivere? Te la caverai come me, ci arrangeremo così, riducendo tutti i giorni a uno solo. Sempre uguale, ogni giorno. Senza aspettarci nulla da nessuno, senza dovere nulla a nessuno. Lasceremo che la vita si consumi da sola. Smetteremo di spenderla. Le impediremo di uscire per portarci guai a casa, come bravi genitori di una volta. La prigione può essere un sollievo, cosa credi.

    Ma non basterà. Non si accontenteranno delle prescrizioni e dell'ora d'aria. Vorranno sapere di più. Prendersi ogni giorno, passato compreso. Arrivare in ogni angolo. Ristrutturare ogni posto in cui sei stata con me. Questo, almeno, non lasciarglielo fare. Tieniti le tue macerie. Tieniti il rimorso dello spreco, almeno quello. Che si prendano il resto. Che non sappiano.

    O non farai nulla di tutto questo. Non avrai figli, né una casa veramente tua, né un marito che non ti perdona di essere stata un'altra, prima che t'incontrasse. Ti consegnerai al futuro semplice, che dispensa qualcosa per tutti. Timbrerai il cartellino, prenderai gli uomini che ti capiteranno (con qualcuno ti sembrerà che c'era mancato davvero poco per mettere insieme qualcosa d'importante), penserai che la felicità non vale la pena che costa. Smetterai di cercarla nei posti sbagliati. L'aspetterai facendo la distratta, mentre il tempo si prenderà il corpo un anno dopo l'altro.

    Oppure ti volterai dalla parte giusta, ricorderai com'eri, che cos'hai perso e non vuoi più fingere che non ti manca. Ti alzerai in piedi e per una volta, senza l'aiuto di nessuno, farai qualcosa.

     

     

    - Diego de Silva-

    liberamente tratto da: *Verranno a chiederti del nostro amore*

    (Fabrizio de Andrè)

    March 18

    Il Grande Sonno

     
    *Incubo di una sera di primavera*
     
    Non riesco a ricordarmi quando sia iniziato tutto.
    E' come se tutto dietro di me fosse offuscato e confuso.
    Eppure sento una vocina flebile che mi martella. Quando è successo?
    Quando abbiamo cominciato a smettere di opporci all'anestetico che da sempre hanno tentato di somministrarci?
    Quando abbiamo abbassato la guardia?
    Non riesco a ricordare.
    C'è come un blocco nella mia mente, che annaspa tra confezionatori di verità ed intrattenitori dal ben più importante ruolo.
    Ci intrattengono, ci distraggono, ci blandiscono, e mentre ci accontentiamo della sempre più smilza carota, cominciamo a non sentire nemmeno più il bastone.
     
    Dev'essere un materiale di nuova generazione quello con cui ci hanno rivestiti, dacché ci isola perfettamente da ogni percezione della realtà, costruendoci al contempo un avvincente videogame del quale ciascuno di noi è protagonista incontrastato.
    Come si guadagnino i punti per avanzare di livello, non ci è dato di saperlo, ma del resto è un'informazione superflua, l'importante è giocare.
    Menomale che c'è chi ci protegge dalla fiumana di notizie che potrebbe ogni giorno investirci e travolgerci confondendoci le idee.
    Menomale che tutto viene prima vagliato, rimaneggiato e uniformato, altrimenti sai che caos se ognuno potesse accedere alle informazioni per conto proprio e magari sviluppare un'idea autonoma?
     
    No no, ora ricordo.
     
    Non abbiamo abbiamo abbassato la guardia, non ci hanno vinti...
    Ci siamo consegnati spontaneamente, perchè solo così la nostra sicurezza sarà garantita.
    E poco male se tornano nelle piazze scenari e attori che ci avrebbero fatto rabbrividire solo che qualche anno fa.
    Anzi, menomale che ora abbiamo capito che è tutto normale, ma soprattutto che ora è tutto sotto controllo.
     
    E mentre tutto si fa inspiegabilmente più chiaro in me, quella vocina che sentivo va spegnendosi, lasciandomi in bocca solo l'opaca sensazione di un conto che non torna.
    Ma...un attimo, sta per cominciare "Chi vuol essere milionario"...tiro un respiro di sollievo e sorrido.
     
    Non è successo niente.
     Morgana
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    March 08

    Roma, primo amore

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    Piedi (davvero un elogio a loro), autobus, metro. E sole. Tantissimo sole. Tiepido, che ti accarezza leggero mentre passeggi. Passeggi e senti. Sei lontana e vicina, le coordinate spazio temporali che conosci da quando hai percezione del mondo, per un istante, sembrano disobbedire alle leggi fisiche...ma ogni tanto fa bene. Respiri a pieni polmoni un'aria che sa di casa e di nostalgia di casa contemporaneamente.
    E ridere, ridere un sacco, ridere a piena voce, ridere davvero. Capita raramente di ridere davvero. Spesso ridiamo in automatico anche se non ce ne rendiamo conto, ma quando ridi davvero invece te ne accorgi. Perchè quando ridi davvero sei felice.
    Sei felice anche se sei a 500 Km da quella che chiami casa.
    Sei felice anche se sai che lo sarai solo per qualche tempo.
    Sei felice proprio perchè sai che lo sarai solo per qualche tempo.
    Qualcuno di molto speciale oggi mi ha detto che è andata a vivere lontano, per sentire la mancanza di casa.

    L'ho trovata un'affermazione illuminante.

    Alcuni di noi hanno bisogno di allontanarsi da qualcosa per viverla davvero. E' così dolce la nostalgia quando la perdita non è definitiva. Alcuni di noi hanno un disperato bisogno di stimoli. Anche negativi o tristi, se è il caso.
    Trattengo il respiro. Chiudo gli occhi e ascolto.

    La risposta è: uscire dalle gabbie mentali, di qualsiasi genere siano, e magari fare un giro di campo in più rispetto a quelli che credevi di riuscire a fare anche se per questo devi sputare un polmone quando ti fermi. O magari partire.

    La risposta è anche: condivisione.
    Selezionata ovviamente.

    Lascio un passo di Soldati che ho già citato in questo blog, ma che oggi mi è tornato prepotentemente alla mente.

     "[...] Il primo viaggio, la prima sera che il novo peregrin è in cammino, nasce la nostalgia, per sempre. Ed è il desidero di tornare non soltanto in patria, ma dappertutto: dove si è stati e dove non si è stati. Due grandi direzioni si alternano, verso casa, verso fuori. L'ora volge il desio. Ma è ormai un desio. Un avvertirsi comunque, e sempre, lontani.
    Perciò, violento amore della patria e, spesso e dolorosamente, violento amore dell'estero. In fondo, è un solo amore: una nostalgica sintesi di opposti. E la via, la casa dove si nacque e crebbe, i luoghi pericolosi e fatati della nostra fanciullezza, càpita, passandoci, di restarne così commossi proprio perchè torniamo da lontano; non torniamo, cioè, non possiamo: abbiamo in noi la lontananza, e da questa li guardiamo e desideriamo.

    Non capisce, forse non ama il proprio paese chi non l'ha abbandonato almeno una volta, e credendo fosse per sempre

    ."
    March 05

    Perchè ti amo...

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    Ma se ghe pensu...

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    February 25

    Riscoperte...

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    Non è tempo per noi...
     
     Ci han concesso solo una vita:
    soddisfatti o no qua non rimborsano mai
    e calendari a chiederci se
    stiamo prendendo abbastanza
    se per ogni sbaglio avessi mille lire
    che vecchiaia che passerei.

    Strade troppo strette e diritte
    per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un pò
    che andare va bene, però a volte serve un motivo un motivo
    certi giorni ci chiediamo:"è tutto qui?"
    E la risposta è sempre sì!

    Non è tempo per noi
    che non ci svegliamo mai
    abbiam sogni però troppo grandi e belli, sai.
    belli o brutti abbiam facce
    che però non cambian mai
    non è tempo per noi e forse non lo sarà mai.

    Se un bel giorno passi di qua
    lasciati amare poi scordati svelta di me
    che quel tempo è già buono per amare
    qualchedun'altro qualche altro
    dicono che noi ci stiamo buttando via
    ma siam bravi a raccoglierci.

    Non è tempo per noi
    che non ci adeguiamo mai
    fuorimoda, fuoriposto
    insomma sempre fuori, dai
    abbiam donne pazienti rassegnate ai nostri guai
    non è tempo per noi
    e forse non lo sarà mai.

    Non è tempo per noi
    che non vestiamo come voi
    non ridiamo, non piangiamo, non amiamo come voi
    forse ingenui o testardi
    poco furbi, casomai
    non è tempo per noi
    e forse non lo sarà mai.

    Non è tempo per noi
    che non ci svegliamo mai
    abbiam sogni però
    troppo grandi e belli, sai
    belli o brutti abbiam facce
    che però non cambian mai
    non è tempo per noi
    e forse non lo sarà mai.
     
     
    *Liga*                 
    February 09

    Domande innocue...

     

    - A cosa pensi?
    - Niente...
    - Non è possibile non pensare a niente, dai...cosa pensi?

    [Vuoi davvero saperlo?]

    Penso che abbiamo veramente troppo poco tempo.

    Penso che vorrei saper parlare tutte le lingue.

    Penso che vorrei fare un corso di recitazione e perfezionare il canto.

    Penso che vorrei avere il tempo per leggere tutto ciò che ha qualcosa da insegnare, di vedere i film migliori e di ascoltare la musica più bella.

    Penso che vorrei saper fare fotografie migliori e che vorrei tappezzarci tutte le pareti.

    Penso che mi piacerebbe poter assaggiare le cucine di tutti i popoli esistenti sulla Terra.

    Penso che sarei voluta tornare a trovare i miei prof del liceo, ma che non ho mai trovato il tempo per farlo.

    Penso che non ho trovato nemmeno un cazzo di pomeriggio per andare a trovare Anto al suo negozio a Santa.

    Penso che Anto, nel frattempo, è morto.

    Penso che vorrei partire senza una meta prefissata e fermarmi solo quando raggiungerò l'orizzonte.

    Penso che questo non sia il migliore dei mondi possibili.

    Penso che non vorrei mai rinascere.

    Penso pochissime persone capiscano davvero quello che mi passa per la testa.

    Penso che, anche meno, prendano sul serio quello che dico.

    Penso che sia stato stupendo conoscere alcune persone e terribile perderne altre.

    Penso che sia troppo tardi per cominciare certe cose, ma che le comincerò comunque.

    Penso che la salsa di soya sia un'invenzione strepitosa e che dovrebbe essere per legge in tutte le case.

    Penso che se non c'è competizione non sono stimolata a fare le cose.

    Penso che morirò soffocata.

    Penso che se non avessi conosciuto alcune persone cardine della mia vita, ora non sarei come sono.

    Penso di aver sbagliato un sacco di cose.

    La notte, prima di addormentarmi, penso sempre che l'indomani accadrà qualcosa di straordinario...

    Penso che l'amore sia qualcosa di cui ancora nessuno ha capito un cazzo.

    Penso che dovrei passeggiare più spesso all'aria aperta.

    Penso che la musica sia davvero la risposta...una volta capita la domanda.

    Penso che continuerò ad andare al campo e a correre, perché mi aiuta a non pensare.

    Penso che l'amicizia, quando c'è, sia una delle pochissime cose per cui valga la pena alzarsi alla mattina.

    Penso che non voglio morire vecchia e incosciente.

    Penso che anche il vino, a volte, sia la risposta.

    Penso che alla fine non la voglio scoprire per davvero questa cazzo di risposta.

    Penso che ho paura di restare da sola perché tutti questi pensieri potrebbero assalirmi e demolire, definitivamente, quel poco equilibrio che m'è rimasto.


    - No, davvero, non pensavo a niente...

     

    February 06

    Disconnessa in bilico

    "Spesso mi piace fantasticare sul fatto di vivere in un posto tranquillo in campagna o al mare, ma la verità è che io sono cresciuto in città, e la città mi piace. Andare in centro e passeggiare guardando le vetrine, anche se poi non compro niente, mi fa sentire bene. Entrare in una libreria, fermarmi in un bar e sfogliare i libri appena comprati, leggere la copertina di un CD mentre sorseggio un the. Questo sarà uno dei miei progetti per il futuro: capire dove voglio vivere. Perché i posti e le città sono diversi anche in base all'età e alle fasi della propria vita. Per questo chi abita sempre nella stessa città rischia di non cambiare mai".
     
     
    - Il giorno in più -
    Fabio Volo
    February 05

    Extraterrestre

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    C'era un tipo che viveva in un abbaino
    per avere il cielo sempre vicino
    voleva passare sulla vita come un aeroplano
    perché a lui non importava niente
    di quello che faceva la gente
    solo una cosa per lui era importante
    e si esercitava continuamente
    per sviluppare quel talento latente
    che è nascosto tra le pieghe della mente
    e la notte sdraiato sul letto, guardando le stelle
    dalla finestra nel tetto con un messaggio
    voleva prendere contatto, diceva:

    "Extraterrestre portami via
    voglio una stella che sia tutta mia
    extraterrestre vienimi a cercare
    voglio un pianeta su cui ricominciare

    Una notte il suo messaggio fu ricevuto
    ed in un istante é stato trasportato
    senza dolore su un pianeta sconosciuto
    il cielo un po' più viola del normale
    un po' più caldo il sole, ma nell'aria un buon sapore
    terra da esplorare, e dopo la terra il mare
    un pianeta intero con cui giocare
    e lentamente la consapevolezza
    mista ad una dolce sicurezza
    "l'universo é la mia fortezza!"

    "Extraterrestre portami via
    voglio una stella che sia tutta mia
    extraterrestre vienimi a pigliare
    voglio un pianeta su cui ricominciare!"

    Ma dopo un po' di tempo la sua sicurezza
    comincia a dare segni di incertezza
    si sente crescere dentro l'amarezza
    perché adesso che il suo scopo é stato realizzato
    si sente ancora vuoto
    si accorge che in lui niente é cambiato
    che le sue paure non se ne sono andate
    anzi che semmai sono aumentate
    dalla solitudine amplificate
    e adesso passa la vita a cercare
    ancora di comunicare
    con qualcuno che lo possa far tornare, dice:

    "Extraterrestre portami via
    voglio tornare indietro a casa mia
    extraterrestre vienimi a cercare
    voglio tornare per ricominciare!
    Extraterrestre portami via
    voglio tornare indietro a casa mia
    extraterrestre non mi abbandonare
    voglio tornare per ricominciare!"
     
     
                                   *Eugenio Finardi*
    February 04

    Una mattinata alternativa...

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    ...Grazie Lova...
    January 13

    Quando sembra che tutto si affievolisca...

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    Canzone del Maggio
    =Fabrizio de Andrè=

    Anche se il nostro maggio
    ha fatto a meno del vostro coraggio
    se la paura di guardare
    vi ha fatto chinare il mento
    se il fuoco ha risparmiato
    le vostre Millecento
    anche se voi vi credete assolti
    siete lo stesso coinvolti.

    E se vi siete detti
    non sta succedendo niente,
    le fabbriche riapriranno,
    arresteranno qualche studente
    convinti che fosse un gioco
    a cui avremmo giocato poco
    provate pure a credevi assolti
    siete lo stesso coinvolti.

    Anche se avete chiuso
    le vostre porte sul nostro muso
    la notte che le pantere
    ci mordevano il sedere
    lasciandoci in buonafede
    massacrare sul marciapiede
    anche se ora ve ne fregate,
    voi quella notte voi c'eravate.

    E se nei vostri quartieri
    tutto è rimasto come ieri,
    senza le barricate
    senza feriti, senza granate,
    se avete preso per buone
    le "verità" della televisione
    anche se allora vi siete assolti
    siete lo stesso coinvolti.

    E se credete ora
    che tutto sia come prima
    perché avete votato ancora
    la sicurezza, la disciplina,
    convinti di allontanare
    la paura di cambiare
    verremo ancora alle vostre porte
    e grideremo ancora più forte
    per quanto voi vi crediate assolti
    siete per sempre coinvolti,
    per quanto voi vi crediate assolti
    siete per sempre coinvolti.