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8月2日 Qualche piccola emozione"Ho sempre dato molto poco peso alla virtù
e non ho mai capito bene perché si debba trovare tanta colpa nell'errore.
Anche perché non sono ancora riuscito a capire, dopo cinquanta anni di vita,
cosa sia esattamente la virtù e a cosa corrisponda l'errore.
Direi che non ho nessuna verità assoluta
e mi trovo quindi nell'impossibilità di conseguire
a me stesso e a voi qualsiasi tipo di certezza.
L'unica cosa che spero di potervi dare è qualche piccola emozione"
(Fabrizio De André, Teatro Brancaccio, 1997)
7月9日 Merendina docetSe resto sul lido, Se sciolgo le vele, Infido, crudele mi sento chiamar: E intanto confuso Nel dubbio funesto, Non parto, non resto,
Ma provo il martire Che avrei nel partire, che avrei nel restar
Metastasio - "Didone abbandonata" 5月29日 Morgana...Perché io sono la prima e l’ ultima
2月28日 Las PalabrasLas Palabras ...Todo lo que usted quiera, sí señor, pero son las palabras las que cantan, las que suben y bajan. Vocablos amados. Brillan como piedras de colores, saltan como platinados peces, son espuma, hilo, metal, rocío... Persigo algunas palabras... Son tan hermosas que las quiero poner en mi poema. Las agarro al vuelo cuando van zumbando, y las atrapo, las limpio, las pelo, me preparo frente al plato, las siento cristalinas, ebúrneas, vegetales, aceitosas, como frutas, como algas, como ágatas, como aceitunas... Y entonces, las revuelvo, las agito, me las bebo, las trituro, las libero, las emperejilo... Las dejo como estalactitas en mi poema, como pedacitos de madera bruñida, como carbón, como restos de naufragio, regalos de la ola. Todo está en la palabra. Una idea entera se cambia porque una palabra se trasladó de sitio, o porque otra se colocó dentro de una frase que no la esperaba... Tienen sombra, transparencia, peso, plumas. Tienen todo lo que se les fue agregando de tanto rodar por el río, de tanto trasmigrar de patria, de tanto ser raíces... Son antiquísimas y recientísimas. Viven en el féretro escondido y en la flor apenas comenzada... Qué buen idioma el mío, qué buena lengua heredamos de los conquistadores torvos. Estos andaban a zancadas por las tremendas cordilleras, por las Américas encrespadas, buscando patatas, tabaco negro, oro, maíz con un apetito voraz. Todo se lo tragaban, con religiones, pirámides, tribus, idolatrías... Pero a los conquistadores se les caían de las botas, de las barbas, de los yelmos, como piedrecitas, las palabras luminosas que se quedaron aquí, resplandecientes... el idioma. Salimos perdiendo... salimos ganando. Se llevaron el oro y nos dejaron el oro. Se llevaron mucho y nos dejaron mucho... Nos dejaron las palabras.
Il testo forse non è d'immediata comprensione per tutti, ma vi sono emotivamente molto legata. Lo postò tempo fa la mia fagiolina nel suo blog, e mi sento in dovere questa notte, non so perchè, di riproporvelo. Grazie prof. 1月26日 L'onda....1月24日 Per riflettere...“Non m’interessa cosa fai per vivere,
Non m’interessa quanti anni hai,
Non voglio sapere che i pianeti
Non voglio sapere se la storia
Voglio sapere se sai vedere la bellezza
Non voglio sapere 1月5日 Alla mia amica B.Cara amica, sei tornata da me
non ti aspettavo: e ti ho trovata sulla mia porta non ti ho riconosciuta, mi succede sempre ma poi ci è voluto poco per ritrovare la vecchia intesa quel sottile dolore che diventa piacere quell'intimità fra noi che sembra non aver perduto un solo giorno sole io e te no, mi sbaglio forse non siamo sole ma gli altri sono lontani li percepiamo come voci che gridano da folle distanza non riescono ad interrompere il nostro colloquio non riescono a bloccare questa nostra intesa come un drogato ho bisogno di te come la droga tu hai bisogno di me ci uniamo in questo gioco di morte perchè niente ha più senso perchè soltanto noi due abbiamo importanza ... o forse, neppure noi due 8月23日 Canzoni....Qual è il grado di dolore
che riesci a sopportare
prima di fermare
l'esecuzione
e chiedere soccorso? 5月19日 ...O BIANCO O NERO
E così arrivò anche l'epoca in cui il Capo del Mondo decise di togliere i grigi.
Ma solo dalle citta.
I ragazzi non lo seppero subito, i ragazzi erano al mare.
Fu quando tornarono.
Toccò ai ragazzi ritirare la lettera in casella.
C'era tanto di timbro del Comune, roba da incuriosire persino loro.
Incominciava con un fraterno "caro cittadino".
Seguiva una serie di indicazioni sul come.
E cioè: i cari cittadini avrebbero potuto decidere tra due soluzioni soltanto.
O A o B.
O bianco o nero.
Niente grigi, niente mezze misure.
Niente cacche di cani e piccioni sul sagrato?
Bene, via tuti gli animali dalla citta.
Non più rondini, neppure un gatto a giocare col filo.
Traffico difficoltoso e inquietante?
Via tutto.
Si torna a camminare.
Sei ore a piedi da periferia a periferia.
Troppa poca luce nelle strade?
La città illuminata a giorno.
Lavavetri?
Neanche l'ombra.
Una sola razza.
Tutti gli uomini uguali.
Stessa razza, ma proprio uguali: stesso naso, stessa bocca, stesso colore degli occhi...
E tutti che ci vedono benissimo, affanculo gli occhiali.
Obbligo di fare amicizia nei condomini dove la gente finalmente si caga.
Dirimpettai che ti entrano alle tre di notte solo per prendere una bustina di camomilla.
Senza bussare.
Se qualcuno sgarra e ti ruba un euro pena di morte.
Se tu ti ribelli e non lo fai entrare pena di morte.
Niente grigi.
Via i muri.
Le case di vetro.
Esagerare, via i tetti.
Basta pioggia che allaga le strade.
Mai più una goccia.
Molto sole.
Tantissimo sole.
Anche di notte.
Sole a svelare ogni angolo della città.
E donne bellissime, perfette, tutte uguali, identiche.
E uomini perfetti, identici.
Alle donne.
E le donne agli uomini.
Lavoro.
Tanto lavoro, per tutti.
Ventiquattr'ore al giorno.
Oppure gioco, uguale.
Ininterrotto fino allo sfinimento.
Ma quale sfinimento?
Salute totale, o morte, mai un dubbio, certezze inequivocabili.
La lettera diceva proprio così.
Sarebbe bastato scegliere l'opzione.
O bianco o nero.
Era il regalo che il Capo del Mondo faceva per il Grande Rientro.
A evitare agli uomini quelle solite, angoscianti, incivili contraddizioni.
A evitare sofferenze e compromessi.
Vere e proprie perdite di tempo in questo mondo così ansioso di andare in fretta e bene.
Opzionare il desiderato.
O l'uno o l'altro.
Cliccare qui.
Decidere la propria vita senza dubbi nè ritorni.
Niente più lotta, dibattito, complicità, contraddizione, incazzatura, partecipazione.
I ragazzi si guardarono in faccia.
Non vi fu nemmeno bisogno di parlare.
Stracciarono la lettera.
Presero l'auto e se ne uscirono dalla vittà.
Altri, molti, fecero come loro.
Si ritrovarono in collina, pieni di contraddizioni, ma con il piacere di discutere.
Era da lì che sarebbe ricominciato tutto.
Lottare per riconquistare i grigi.
Per avere il piacere di cambiarla noi la realtà.
Con le nostre incapacità, ma senza deleghe.
Chissà quando, ma prima o poi il Capo del Mondo sarebbe stato battuto. |
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