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日志


7月19日

Pensieri veramente sparsi...

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 "Conto quanto Kunta Kinte e in quanto Kunta Kinte canto"

8月2日

Qualche piccola emozione

 
 
"Ho sempre dato molto poco peso alla virtù
e non ho mai capito bene perché si debba trovare tanta colpa nell'errore.
Anche perché non sono ancora riuscito a capire, dopo cinquanta anni di vita,
cosa sia esattamente la virtù e a cosa corrisponda l'errore.
Direi che non ho nessuna verità assoluta
e mi trovo quindi nell'impossibilità di conseguire
a me stesso e a voi qualsiasi tipo di certezza.
L'unica cosa che spero di potervi dare è qualche piccola emozione"
 
 
 
(Fabrizio De André, Teatro Brancaccio, 1997)
 
 
7月9日

Merendina docet

Se resto sul lido,

Se sciolgo le vele,

Infido, crudele 

mi sento chiamar:

E intanto confuso

Nel dubbio funesto,

Non parto, non resto,

 

Ma provo il martire

Che avrei nel partire,

che avrei nel restar

 

 

Metastasio - "Didone abbandonata"

5月23日

Angosce....

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Presto o tardi,
nella vita di ogni uomo,
viene un giorno in cui
nulla è facile...

5月29日

Morgana...

Perché io sono la prima e l’ ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile,
eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata
e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce
e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo
che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa
e
la Magnifica.


(Inno a Iside, III°- IV° secolo a. C., rinvenuto a Nag Hammadi,
Egitto)

 



[Per questo contributo, e per altri miliardi di cose...grazie Alice...]

2月28日

Las Palabras

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Las Palabras
de Pablo Neruda

...Todo lo que usted quiera, sí señor, pero son las palabras las que cantan, las que suben y bajan.
Me posterno ante ellas... Las amo, las adhiero, las persigo, las muerdo, las derrito... Amo todas las palabras. Las inesperadas... Las que glotonamente se esperan, se escuchan, hasta que de pronto caen...

Vocablos amados. Brillan como piedras de colores, saltan como platinados peces, son espuma, hilo, metal, rocío... Persigo algunas palabras...

Son tan hermosas que las quiero poner en mi poema. Las agarro al vuelo cuando van zumbando, y las atrapo, las limpio, las pelo, me preparo frente al plato, las siento cristalinas, ebúrneas, vegetales, aceitosas, como frutas, como algas, como ágatas, como aceitunas... Y entonces, las revuelvo, las agito, me las bebo, las trituro, las libero, las emperejilo...

Las dejo como estalactitas en mi poema, como pedacitos de madera bruñida, como carbón, como restos de naufragio, regalos de la ola.

Todo está en la palabra. Una idea entera se cambia porque una palabra se trasladó de sitio, o porque otra se colocó dentro de una frase que no la esperaba...

Tienen sombra, transparencia, peso, plumas. Tienen todo lo que se les fue agregando de tanto rodar por el río, de tanto trasmigrar de patria, de tanto ser raíces... Son antiquísimas y recientísimas. Viven en el féretro escondido y en la flor apenas comenzada...

Qué buen idioma el mío, qué buena lengua heredamos de los conquistadores torvos. Estos andaban a zancadas por las tremendas cordilleras, por las Américas encrespadas, buscando patatas, tabaco negro, oro, maíz con un apetito voraz.

Todo se lo tragaban, con religiones, pirámides, tribus, idolatrías... Pero a los conquistadores se les caían de las botas, de las barbas, de los yelmos, como piedrecitas, las palabras luminosas que se quedaron aquí, resplandecientes... el idioma. Salimos perdiendo... salimos ganando. Se llevaron el oro y nos dejaron el oro. Se llevaron mucho y nos dejaron mucho...

Nos dejaron las palabras.

 

Il testo forse non è d'immediata comprensione per tutti, ma vi sono emotivamente molto legata. Lo postò tempo fa la mia fagiolina nel suo blog, e mi sento in dovere questa notte, non so perchè, di riproporvelo.
A chi si vorrà cimentare nella traduzione, ASSICURO un'emozione impagabile.

Grazie prof.

2月19日

citazione anonima...

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Amami quando lo merito meno,
perché sarà quando ne ho più bisogno
 
2月9日

Citando un'artista...

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Contemplami, Spogliami, Rivivimi...

1月26日

L'onda....

Citerò un Poeta, perchè io non ho più parole...o forse non le ho mai avute...
 
Ho fatto una scelta e ho un prezzo da pagare.
Salato forse.
Ma anche il mare lo è; chissà che io non diventi un'onda...
 
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...o forse lo sono già.                                     

1月24日

Per riflettere...

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“Non m’interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi tutto per trovare
i sogni del tuo cuore.

 

Non m’interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare
di sembrare uno stupido
per l’amore, per i sogni
per l’avventura di essere vivo.

 

Non voglio sapere che i pianeti
minacciano la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro
del tuo dolore,
se sei rimasto aperto
dopo i tradimenti della vita
o se ti sei rinchiuso per paura
del dolore futuro.

 

Non voglio sapere se la storia
che mi stai raccontando sia vera.
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro
per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l’accusa di un tradimento
e non tradire la tua anima.

 

Voglio sapere se sai vedere la bellezza
anche quando non è bella tutti i giorni
e se sei capace di far sorgere la tua vita
con la sua sola presenza.

 

Non voglio sapere
cosa hai studiato, o con chi, o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro…”

 
[Un vecchio della tribù degli Oriah]

1月5日

Alla mia amica B.

Cara amica, sei tornata da me
non ti aspettavo: e ti ho trovata sulla mia porta
non ti ho riconosciuta, mi succede sempre
ma poi ci è voluto poco per ritrovare la vecchia intesa
quel sottile dolore che diventa piacere
quell'intimità fra noi che sembra non aver perduto un solo giorno
sole io e te
no, mi sbaglio forse non siamo sole
ma gli altri sono lontani
li percepiamo come voci che gridano da folle distanza
non riescono ad interrompere il nostro colloquio
non riescono a bloccare questa nostra intesa
come un drogato ho bisogno di te
come la droga tu hai bisogno di me
ci uniamo in questo gioco di morte
perchè niente ha più senso
perchè soltanto noi due abbiamo importanza
... o forse, neppure noi due
 
 
12月7日

Per divagare un po'....

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† "Com'è divertente il fare degli uomini...
Credono di aver in pugno tutto,
finchè i pugni non si distendono e stringono i fianchi di una donna" †
 
 
 
 
 
Dall'avatar di un personaggio di LdS...
12月1日

All'indietro nel tempo...

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E rivado
all'indietro
nel tempo
a cercare
frammenti
di vita vissuta.
E ritrovo,
racchiusi
in uno scrigno di legno,
i fogli ingialliti
di antiche poesie
che,
stupita,
distendo
sui fili
argentati
di questi miei giorni,
risorti.
11月10日

Esulando giusto il tempo di un intervento...

Image Hosted by ImageShack.usOk Dio, hai vinto tu, sei sempre il più forte...però adesso basta nascondino, giochiamo a qualcos'altro...

8月23日

Canzoni....

Qual è il grado di dolore
che riesci a sopportare
prima di fermare
l'esecuzione
e chiedere soccorso?
5月19日

...

O BIANCO O NERO
 
E così arrivò anche l'epoca in cui il Capo del Mondo decise di togliere i grigi.
Ma solo dalle citta.
I ragazzi non lo seppero subito, i ragazzi erano al mare.
Fu quando tornarono.
Toccò ai ragazzi ritirare la lettera in casella.
C'era tanto di timbro del Comune, roba da incuriosire persino loro.
Incominciava con un fraterno "caro cittadino".
Seguiva una serie di indicazioni sul come.
E cioè: i cari cittadini avrebbero potuto decidere tra due soluzioni soltanto.
O A o B.
O bianco o nero.
Niente grigi, niente mezze misure.
Niente cacche di cani e piccioni sul sagrato?
Bene, via tuti gli animali dalla citta.
Non più rondini, neppure un gatto a giocare col filo.
Traffico difficoltoso e inquietante?
Via tutto.
Si torna a camminare.
Sei ore a piedi da periferia a periferia.
Troppa poca luce nelle strade?
La città illuminata a giorno.
Lavavetri?
Neanche l'ombra.
Una sola razza.
Tutti gli uomini uguali.
Stessa razza, ma proprio uguali: stesso naso, stessa bocca, stesso colore degli occhi...
E tutti che ci vedono benissimo, affanculo gli occhiali.
Obbligo di fare amicizia nei condomini dove la gente finalmente si caga.
Dirimpettai che ti entrano alle tre di notte solo per prendere una bustina di camomilla.
Senza bussare.
Se qualcuno sgarra e ti ruba un euro pena di morte.
Se tu ti ribelli e non lo fai entrare pena di morte.
Niente grigi.
Via i muri.
Le case di vetro.
Esagerare, via i tetti.
Basta pioggia che allaga le strade.
Mai più una goccia.
Molto sole.
Tantissimo sole.
Anche di notte.
Sole a svelare ogni angolo della città.
E donne bellissime, perfette, tutte uguali, identiche.
E uomini perfetti, identici.
Alle donne.
E le donne agli uomini.
Lavoro.
Tanto lavoro, per tutti.
Ventiquattr'ore al giorno.
Oppure gioco, uguale.
Ininterrotto fino allo sfinimento.
Ma quale sfinimento?
Salute totale, o morte, mai un dubbio, certezze inequivocabili.
La lettera diceva proprio così.
Sarebbe bastato scegliere l'opzione.
O bianco o nero.
Era il regalo che il Capo del Mondo faceva per il Grande Rientro.
A evitare agli uomini quelle solite, angoscianti, incivili contraddizioni.
A evitare sofferenze e compromessi.
Vere e proprie perdite di tempo in questo mondo così ansioso di andare in fretta e bene.
Opzionare il desiderato.
O l'uno o l'altro.
Cliccare qui.
Decidere la propria vita senza dubbi nè ritorni.
Niente più lotta, dibattito, complicità, contraddizione, incazzatura, partecipazione.
I ragazzi si guardarono in faccia.
Non vi fu nemmeno bisogno di parlare.
Stracciarono la lettera.
Presero l'auto e se ne uscirono dalla vittà.
Altri, molti, fecero come loro.
Si ritrovarono in collina, pieni di contraddizioni, ma con il piacere di discutere.
Era da lì che sarebbe ricominciato tutto.
Lottare per riconquistare i grigi.
Per avere il piacere di cambiarla noi la realtà.
Con le nostre incapacità, ma senza deleghe.
Chissà quando, ma prima o poi il Capo del Mondo sarebbe stato battuto.