| Enrica's profileLa Valle tra le NebbieBlogLists | Help |
La Valle tra le Nebbieaffidati al barcaiolo, o pellegrino, e lascia che dischiuda le Nebbie, poichè altra via non hai per giungere alla Valle... June 15 Riflessioni indotte
Tunnel spagnoli
L'intervento del Brenz (che vi consiglio vivamente di andare a leggere sul suo blog, basta cliccare sul titolo dell'intervento "Tunnel spagnoli") poi qui continua con una visione e annessa conclusione piuttosto conciliante circa l'accettazione attiva e partecipata del Francesco attuale, guardando solo con una nostalgia sopportabile al Francesco spagnolo, il paninaro. Credo che, se come dice Liga, qualcuno avesse il libretto di istruzioni, ci riuscirebbe di plasmare un io di gran lunga migliore o quantomeno di perfezionare quello che noi nel nostro piccolo riusciramo a plasmare. Penso anche che il nostro subconscio, attivando una sorta di meccanismo di autoconservazione, ci porti, nella maggior parte dei casi, a cercare di convincerci che comunque le cose dovevano andare come sono andate, che le scelte, tutto sommato, sono state giuste (la legittimazione delle nostre scelte sbagliate, in virtù delle motivazioni del momento, allora giuste, è un chiaro artificio formale) e che abbiamo costruito la migliore delle strade possibili, la migliore che potevamo delineare, con i mezzi che avevamo a disposizione. DEVE essere così, perché altrimenti significherebbe aver perso moltissime opportunità, aver fatto scelte sbagliate, aver minimizzato i risultati...e così scivolano via, tutti gli altri io che avremmo potuto essere, e che non saremo mai. Sembrerebbe un vicolo buio e senza uscita. Forse il punto sta nella vecchia retorica del non dirsi mai arrivati, del non accettare mai quell'io che le casualità, le scelte fatte e le strade intraprese sembrano dare ormai per scontato.
May 15 Un intervento tardivo...mentre l'umanità muore
Nella notte del 7 Maggio, nel CIE di Ponte Galeria è morta una detenuta tunisina. Se dobbiamo dare un nome a chi l'ha uccisa, non basterebbero le poche righe che abbiamo a disposizione. Del resto, almeno qualche nome di questa lista lo conoscete già: intanto il ministro Maroni, che quella stessa mattina si vantava della gente deportata in Libia senza neanche passare dai porti italiani; poi il partito del Ministro, e tutto il suo governo, che si apprestano a portare di nuovo a sei mesi il tempo di reclusione nei Centri di identificazione ed espulsione; e ancora la Croce rossa italiana, che gestisce il centro di Roma Ponte Galeria e diversi altri lager in Italia; e giù giù, tutte le brave persone che applaudono alle retate, che si radunano nelle strade ad urlare: "Espulsioni, espulsioni!" e che sputano rancore ad ogni passo. Nel frattempo stanno per approvare il pacchetto sicurezza con il reato di clandestinità e il prolungamento della detenzione per gli immigrati fino a sei mesi. I leghisti continuano a sogghignare crudelmente sulla pelle delle loro vittime preferite, gli immigrati, e a Milano arrivano a proporre carrozze del metrò separate per milanesi e stranieri. Sono nazisti e quelle che stanno per varare sono leggi razziali. Copio qui un commento di Fulvio Vassallo Paleologo al rimpatrio forzato degli immigrati che sono stati dirottati in Libia senza che fosse stata verificata né la provenienza né la eventuale necessità di richiesta di rifugio politico ("li hanno mandati a morire", diranno alcune donne sbarcate a lampedusa che testimoniano come in libia siano state torturate e violentate fino a rimanere incinta): "Il ministro Maroni è riuscito a deportare in Libia, da dove erano partiti, i migranti soccorsi ieri nel Canale di Sicilia. Anche se tra loro c’erano 40 donne e un numero imprecisato di minori, già vittime di abusi in quel paese. E’ il prezzo della «sicurezza».
fonte: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/05/08/nabruka-mimuni-morta-di-leggi-razziali April 24 Nascondi le maceriePotremmo chiederci a cosa ci è servito, tutto questo; rispondere <<Niente>>, magari all'unisono, e una volta tanto essere d'accordo. Sorridere di un'ironia trovata nello stesso momento e nello stesso posto. E approfittare per andarcene senza veleno, tu di là, io di qua. Scegliere il falso, come si fa di solito per andare avanti, perché niente è azzerabile e sui conti bisogna pur mentire. Ma sappiamo tutti e due non dovevamo servire a niente. Non è per mettere qualcosa da parte che l'abbiamo fatto. Abbiamo sperperato, com'era giusto che fosse. E' per sperpero che si sta insieme (per investimento che ci si lascia). Ma se pure, dimmi, se pure avessimo messo da parte qualcosa, che oggi se ne andasse in giro con una faccia e un corpo somiglianti più a te che a me (così sarebbe stato, lo so: i bei cromosomi prevalgono, almeno i tuoi sui miei), è così che vorresti pensare a lui? E' così che ti piacerebbe lavarlo, vestirlo, portarlo ai giardini con quell'altro che non vorrà sentir pronunciare il mio nome e in cambio del tuo silenzio vi prometterà il meglio di cui è capace e gli vorrà bene più di me se fosse mio, ti dirà che non gli importa purché tu rispetti il vostro patto, la mia cancellazione da costruire nel tempo, io dissanguato nei giorni, solo questa la sua missione, il suo ritardo irrimediabile, è venuto dopo, tutto qui, e sarà disposto a dare la vita per scontare questa colpa che non si perdona (dov'era lui quando eri nelle mie braccia, perché non ti ha impedito quello sbaglio, e tu, come hai potuto?), e litigherà coi suoi, creditori imbiancati e mai abbastanza delusi, che lo accuseranno di essere andato al mercato dell'usato per scegliere (una vita di stenti per farlo studiare, renderlo il buon partito che è oggi e guarda là come ha trattato i loro sacrifici) e sopporterà l'umiliazione di non vederli mai prenderlo in braccio soddisfatti come se fosse suo (anche se è quella la frase che lui ti ha detto), e tutto per causa mia, il mio passaggio nella tua vita che lo tiene infelice nonostante l'ordine apparente che ha stabilito intorno a sé; e tu lo sai com'è che si comporta quando senza che niente sia successo diventa sgarbato e insofferente, e tu sei stanca di questa storia, non hai sempre voglia di sorvolare (sei fatta così, tu), il rancore glielo leggi negli occhi quando non ti guarda, e allora sei tu a guardare lui, per rinfacciargli la promessa e lo sfidi, tiri fuori il contratto, gli mostri le rate pagate e lo mandi sul balcone a macerare il rimorso, che se la prenda con se stesso se ti ha voluta. Probabilmente è così che penseresti a quel sopravvissuto che ora fa torri di plastica sul tappeto del tuo bel soggiorno, un bene scampato alla rapina, dimenticato dal ladro in fuga, generosamente risparmiato oppure lasciato con l'intenzione subdola della traccia. E potresti raccontarti che non tutto è andato perduto. Che non ti eri completamente sbagliata. Che non sei stata derubata fino in fondo. Poi lui rientrerebbe per chiederti scusa, attraversando silenziosamente la vostra casa per arrivare da te (tu saresti sul letto, seduta, a strofinarti le dita guardando nel grigio del palazzo di fronte come se più nulla t'importasse, come se stessi per andar via senza neanche fare le valigie, e che meravigliosa liberazione sarebbe, per una volta, andarsene senza portarsi via niente, esporsi al freddo e al caso a mani vuote); ti sussurrerebbe all'orecchio che gli dispiace (il sussulto del materasso registrerebbe la sua vicinanza) e tu gli mentiresti dicendo che lo sai perché sta così, ma non ne ha motivo. Lui ti accarezzerebbe i capelli e ti tirerebbe a sé e ti vorrebbe, sarebbe quello il momento in cui sentirebbe maggiormente la mia presenza tra di voi e solo per questo tu lo lasceresti continuare e penseresti un po' a me nel sopportare il suo desiderio disperato di recupero e te la prenderesti con il tuo corpo, penseresti che non ne puoi più dei suoi affittuari, che non ne puoi più di rispondere dell'uso che ne hai fatto, che non nei puoi più del piacere, che non sai più nemmeno se lo provi ancora, che troppe cose lo precedono e lo ipotecano, che non vedi l'ora di diventare vecchia e finalmente trascurata dal desiderio degli uomini che dicevano di amarti mentre nascondevano i ferri. Ti difenderesti così, ti salveresti così. Con questa pace miserabile. La pace in cui niente di quello che hai intorno ti piace veramente, ma almeno niente ti fa male. Dove sta scritto, in fondo, che bisogna vivere? Te la caverai come me, ci arrangeremo così, riducendo tutti i giorni a uno solo. Sempre uguale, ogni giorno. Senza aspettarci nulla da nessuno, senza dovere nulla a nessuno. Lasceremo che la vita si consumi da sola. Smetteremo di spenderla. Le impediremo di uscire per portarci guai a casa, come bravi genitori di una volta. La prigione può essere un sollievo, cosa credi. Ma non basterà. Non si accontenteranno delle prescrizioni e dell'ora d'aria. Vorranno sapere di più. Prendersi ogni giorno, passato compreso. Arrivare in ogni angolo. Ristrutturare ogni posto in cui sei stata con me. Questo, almeno, non lasciarglielo fare. Tieniti le tue macerie. Tieniti il rimorso dello spreco, almeno quello. Che si prendano il resto. Che non sappiano. O non farai nulla di tutto questo. Non avrai figli, né una casa veramente tua, né un marito che non ti perdona di essere stata un'altra, prima che t'incontrasse. Ti consegnerai al futuro semplice, che dispensa qualcosa per tutti. Timbrerai il cartellino, prenderai gli uomini che ti capiteranno (con qualcuno ti sembrerà che c'era mancato davvero poco per mettere insieme qualcosa d'importante), penserai che la felicità non vale la pena che costa. Smetterai di cercarla nei posti sbagliati. L'aspetterai facendo la distratta, mentre il tempo si prenderà il corpo un anno dopo l'altro. Oppure ti volterai dalla parte giusta, ricorderai com'eri, che cos'hai perso e non vuoi più fingere che non ti manca. Ti alzerai in piedi e per una volta, senza l'aiuto di nessuno, farai qualcosa.
- Diego de Silva- liberamente tratto da: *Verranno a chiederti del nostro amore* (Fabrizio de Andrè) March 18 Il Grande Sonno*Incubo di una sera di primavera*
Non riesco a ricordarmi quando sia iniziato tutto.
E' come se tutto dietro di me fosse offuscato e confuso.
Eppure sento una vocina flebile che mi martella. Quando è successo?
Quando abbiamo cominciato a smettere di opporci all'anestetico che da sempre hanno tentato di somministrarci?
Quando abbiamo abbassato la guardia?
Non riesco a ricordare.
C'è come un blocco nella mia mente, che annaspa tra confezionatori di verità ed intrattenitori dal ben più importante ruolo.
Ci intrattengono, ci distraggono, ci blandiscono, e mentre ci accontentiamo della sempre più smilza carota, cominciamo a non sentire nemmeno più il bastone.
Dev'essere un materiale di nuova generazione quello con cui ci hanno rivestiti, dacché ci isola perfettamente da ogni percezione della realtà, costruendoci al contempo un avvincente videogame del quale ciascuno di noi è protagonista incontrastato.
Come si guadagnino i punti per avanzare di livello, non ci è dato di saperlo, ma del resto è un'informazione superflua, l'importante è giocare.
Menomale che c'è chi ci protegge dalla fiumana di notizie che potrebbe ogni giorno investirci e travolgerci confondendoci le idee.
Menomale che tutto viene prima vagliato, rimaneggiato e uniformato, altrimenti sai che caos se ognuno potesse accedere alle informazioni per conto proprio e magari sviluppare un'idea autonoma?
No no, ora ricordo.
Non abbiamo abbiamo abbassato la guardia, non ci hanno vinti...
Ci siamo consegnati spontaneamente, perchè solo così la nostra sicurezza sarà garantita.
E poco male se tornano nelle piazze scenari e attori che ci avrebbero fatto rabbrividire solo che qualche anno fa.
Anzi, menomale che ora abbiamo capito che è tutto normale, ma soprattutto che ora è tutto sotto controllo.
E mentre tutto si fa inspiegabilmente più chiaro in me, quella vocina che sentivo va spegnendosi, lasciandomi in bocca solo l'opaca sensazione di un conto che non torna.
Ma...un attimo, sta per cominciare "Chi vuol essere milionario"...tiro un respiro di sollievo e sorrido.
Non è successo niente.
Morgana
March 08 Roma, primo amorePiedi (davvero un elogio a loro), autobus, metro. E sole. Tantissimo sole. Tiepido, che ti accarezza leggero mentre passeggi. Passeggi e senti. Sei lontana e vicina, le coordinate spazio temporali che conosci da quando hai percezione del mondo, per un istante, sembrano disobbedire alle leggi fisiche...ma ogni tanto fa bene. Respiri a pieni polmoni un'aria che sa di casa e di nostalgia di casa contemporaneamente. L'ho trovata un'affermazione illuminante. Alcuni di noi hanno bisogno di allontanarsi da qualcosa per viverla davvero. E' così dolce la nostalgia quando la perdita non è definitiva. Alcuni di noi hanno un disperato bisogno di stimoli. Anche negativi o tristi, se è il caso. La risposta è: uscire dalle gabbie mentali, di qualsiasi genere siano, e magari fare un giro di campo in più rispetto a quelli che credevi di riuscire a fare anche se per questo devi sputare un polmone quando ti fermi. O magari partire. La risposta è anche: condivisione. Lascio un passo di Soldati che ho già citato in questo blog, ma che oggi mi è tornato prepotentemente alla mente. "[...] Il primo viaggio, la prima sera che il novo peregrin è in cammino, nasce la nostalgia, per sempre. Ed è il desidero di tornare non soltanto in patria, ma dappertutto: dove si è stati e dove non si è stati. Due grandi direzioni si alternano, verso casa, verso fuori. L'ora volge il desio. Ma è ormai un desio. Un avvertirsi comunque, e sempre, lontani.Perciò, violento amore della patria e, spesso e dolorosamente, violento amore dell'estero. In fondo, è un solo amore: una nostalgica sintesi di opposti. E la via, la casa dove si nacque e crebbe, i luoghi pericolosi e fatati della nostra fanciullezza, càpita, passandoci, di restarne così commossi proprio perchè torniamo da lontano; non torniamo, cioè, non possiamo: abbiamo in noi la lontananza, e da questa li guardiamo e desideriamo. Non capisce, forse non ama il proprio paese chi non l'ha abbandonato almeno una volta, e credendo fosse per sempre ."February 25 Riscoperte...Non è tempo per noi...
Ci han concesso solo una vita:
soddisfatti o no qua non rimborsano mai e calendari a chiederci se stiamo prendendo abbastanza se per ogni sbaglio avessi mille lire che vecchiaia che passerei. Strade troppo strette e diritte per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un pò che andare va bene, però a volte serve un motivo un motivo certi giorni ci chiediamo:"è tutto qui?" E la risposta è sempre sì! Non è tempo per noi che non ci svegliamo mai abbiam sogni però troppo grandi e belli, sai. belli o brutti abbiam facce che però non cambian mai non è tempo per noi e forse non lo sarà mai. Se un bel giorno passi di qua lasciati amare poi scordati svelta di me che quel tempo è già buono per amare qualchedun'altro qualche altro dicono che noi ci stiamo buttando via ma siam bravi a raccoglierci. Non è tempo per noi che non ci adeguiamo mai fuorimoda, fuoriposto insomma sempre fuori, dai abbiam donne pazienti rassegnate ai nostri guai non è tempo per noi e forse non lo sarà mai. Non è tempo per noi che non vestiamo come voi non ridiamo, non piangiamo, non amiamo come voi forse ingenui o testardi poco furbi, casomai non è tempo per noi e forse non lo sarà mai. Non è tempo per noi che non ci svegliamo mai abbiam sogni però troppo grandi e belli, sai belli o brutti abbiam facce che però non cambian mai non è tempo per noi e forse non lo sarà mai. *Liga* February 09 Domande innocue...
- A cosa pensi? [Vuoi davvero saperlo?]
Penso che abbiamo veramente troppo poco tempo.
Penso che vorrei saper parlare tutte le lingue.
Penso che vorrei fare un corso di recitazione e perfezionare il canto.
Penso che vorrei avere il tempo per leggere tutto ciò che ha qualcosa da insegnare, di vedere i film migliori e di ascoltare la musica più bella.
Penso che vorrei saper fare fotografie migliori e che vorrei tappezzarci tutte le pareti.
Penso che mi piacerebbe poter assaggiare le cucine di tutti i popoli esistenti sulla Terra.
Penso che sarei voluta tornare a trovare i miei prof del liceo, ma che non ho mai trovato il tempo per farlo.
Penso che non ho trovato nemmeno un cazzo di pomeriggio per andare a trovare Anto al suo negozio a Santa.
Penso che Anto, nel frattempo, è morto.
Penso che vorrei partire senza una meta prefissata e fermarmi solo quando raggiungerò l'orizzonte.
Penso che questo non sia il migliore dei mondi possibili.
Penso che non vorrei mai rinascere.
Penso pochissime persone capiscano davvero quello che mi passa per la testa.
Penso che, anche meno, prendano sul serio quello che dico.
Penso che sia stato stupendo conoscere alcune persone e terribile perderne altre.
Penso che sia troppo tardi per cominciare certe cose, ma che le comincerò comunque.
Penso che la salsa di soya sia un'invenzione strepitosa e che dovrebbe essere per legge in tutte le case.
Penso che se non c'è competizione non sono stimolata a fare le cose.
Penso che morirò soffocata.
Penso che se non avessi conosciuto alcune persone cardine della mia vita, ora non sarei come sono.
Penso di aver sbagliato un sacco di cose.
La notte, prima di addormentarmi, penso sempre che l'indomani accadrà qualcosa di straordinario...
Penso che l'amore sia qualcosa di cui ancora nessuno ha capito un cazzo.
Penso che dovrei passeggiare più spesso all'aria aperta.
Penso che la musica sia davvero la risposta...una volta capita la domanda.
Penso che continuerò ad andare al campo e a correre, perché mi aiuta a non pensare.
Penso che l'amicizia, quando c'è, sia una delle pochissime cose per cui valga la pena alzarsi alla mattina.
Penso che non voglio morire vecchia e incosciente.
Penso che anche il vino, a volte, sia la risposta.
Penso che alla fine non la voglio scoprire per davvero questa cazzo di risposta.
Penso che ho paura di restare da sola perché tutti questi pensieri potrebbero assalirmi e demolire, definitivamente, quel poco equilibrio che m'è rimasto.
February 06 Disconnessa in bilico"Spesso mi piace fantasticare sul fatto di vivere in un posto tranquillo in campagna o al mare, ma la verità è che io sono cresciuto in città, e la città mi piace. Andare in centro e passeggiare guardando le vetrine, anche se poi non compro niente, mi fa sentire bene. Entrare in una libreria, fermarmi in un bar e sfogliare i libri appena comprati, leggere la copertina di un CD mentre sorseggio un the. Questo sarà uno dei miei progetti per il futuro: capire dove voglio vivere. Perché i posti e le città sono diversi anche in base all'età e alle fasi della propria vita. Per questo chi abita sempre nella stessa città rischia di non cambiare mai".
- Il giorno in più -
Fabio Volo February 05 ExtraterrestreC'era un tipo che viveva in un abbaino
per avere il cielo sempre vicino voleva passare sulla vita come un aeroplano perché a lui non importava niente di quello che faceva la gente solo una cosa per lui era importante e si esercitava continuamente per sviluppare quel talento latente che è nascosto tra le pieghe della mente e la notte sdraiato sul letto, guardando le stelle dalla finestra nel tetto con un messaggio voleva prendere contatto, diceva: "Extraterrestre portami via voglio una stella che sia tutta mia extraterrestre vienimi a cercare voglio un pianeta su cui ricominciare Una notte il suo messaggio fu ricevuto ed in un istante é stato trasportato senza dolore su un pianeta sconosciuto il cielo un po' più viola del normale un po' più caldo il sole, ma nell'aria un buon sapore terra da esplorare, e dopo la terra il mare un pianeta intero con cui giocare e lentamente la consapevolezza mista ad una dolce sicurezza "l'universo é la mia fortezza!" "Extraterrestre portami via voglio una stella che sia tutta mia extraterrestre vienimi a pigliare voglio un pianeta su cui ricominciare!" Ma dopo un po' di tempo la sua sicurezza comincia a dare segni di incertezza si sente crescere dentro l'amarezza perché adesso che il suo scopo é stato realizzato si sente ancora vuoto si accorge che in lui niente é cambiato che le sue paure non se ne sono andate anzi che semmai sono aumentate dalla solitudine amplificate e adesso passa la vita a cercare ancora di comunicare con qualcuno che lo possa far tornare, dice: "Extraterrestre portami via voglio tornare indietro a casa mia extraterrestre vienimi a cercare voglio tornare per ricominciare! Extraterrestre portami via voglio tornare indietro a casa mia extraterrestre non mi abbandonare voglio tornare per ricominciare!" *Eugenio Finardi* January 13 Quando sembra che tutto si affievolisca...Canzone del Maggio
=Fabrizio de Andrè= Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti. E se vi siete detti non sta succedendo niente, le fabbriche riapriranno, arresteranno qualche studente convinti che fosse un gioco a cui avremmo giocato poco provate pure a credevi assolti siete lo stesso coinvolti. Anche se avete chiuso le vostre porte sul nostro muso la notte che le pantere ci mordevano il sedere lasciandoci in buonafede massacrare sul marciapiede anche se ora ve ne fregate, voi quella notte voi c'eravate. E se nei vostri quartieri tutto è rimasto come ieri, senza le barricate senza feriti, senza granate, se avete preso per buone le "verità" della televisione anche se allora vi siete assolti siete lo stesso coinvolti. E se credete ora che tutto sia come prima perché avete votato ancora la sicurezza, la disciplina, convinti di allontanare la paura di cambiare verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti, per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti. December 17 Molto illuminante, dal blog di Sara
"Il mandolino del Capitano Corelli" "Quando si accende l'amore è una pazzia temporanea. L'amore scoppia come un terremoto e in seguito si placa. E quando si è placato bisogna prendere una decisione. Bisogna riuscire a capire se le nostre radici sono così inestricabilmente intrecciate che è inconcepibile il solo pensiero di separarle perchè questo è...l'amore. E' questo. L'amore non è turbamento, non è eccitazione, non è il desiderio di accoppiarsi ogni istante della giornata. Non è restare sveglia la notte immaginando che lui sia lì a baciare ogni parte del tuo corpo. No, non arrossire. Ti sto dicendo delle verità. Questo è semplicemente essere innamorati e chiunque può facilmente convincersi di esserlo. L'amore invece è quello che resta del fuoco, quando l'innamoramento si è consumato. Non sembra molto eccitante, vero? Ma lo è." December 13 Notizie dal PartitoIL MOSTRO UNICO
di Stefano Benni Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini. Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.
Da dove inizia l'istruzione? Dall'asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere.
E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.
Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico. Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro.
Secondo il Dmu (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all'immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell'ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil.
Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena.
Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno.
Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato.
Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi.
Ammesso Pollicino ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del consiglio.
Proibito Hansel e Gretel, perché i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica.
Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà. Inoltre Andersen era gay.
Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso.
Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me. Cioè alla vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera. Ma la vostra Ministra Unica.
August 02 Qualche piccola emozione"Ho sempre dato molto poco peso alla virtù
e non ho mai capito bene perché si debba trovare tanta colpa nell'errore.
Anche perché non sono ancora riuscito a capire, dopo cinquanta anni di vita,
cosa sia esattamente la virtù e a cosa corrisponda l'errore.
Direi che non ho nessuna verità assoluta
e mi trovo quindi nell'impossibilità di conseguire
a me stesso e a voi qualsiasi tipo di certezza.
L'unica cosa che spero di potervi dare è qualche piccola emozione"
(Fabrizio De André, Teatro Brancaccio, 1997)
July 22 Tributo abusivo (dall'uni) a Bob Dylan..."...Go to him now, he calls you, you can't refuse
When you got nothing, you got nothing to lose You're invisible now, you got no secrets to conceal. How does it feel How does it feel To be on your own With no direction home Like a complete unknown Like a rolling stone?" Bob Dylan - Like a Rolling Stone [Highway 61 Revisited, 1965] July 09 Merendina docetSe resto sul lido, Se sciolgo le vele, Infido, crudele mi sento chiamar: E intanto confuso Nel dubbio funesto, Non parto, non resto,
Ma provo il martire Che avrei nel partire, che avrei nel restar
Metastasio - "Didone abbandonata" July 05 Ragionamenti...Sono mesi che in questo blog non scrivo più qualcosa di personale.
Tempo fa, agli esordi, lo usavo un po' come diario virtuale, raccontando tutto quello che mi capitava.
Poi la mutazione.
Chissà perchè poi...
Via le foto, via i racconti, via il profilo, via tutto quello che potrebbe in qualche modo ricondurre a me.
Ed ecco apparire il magico mondo di Morgana. Inesistente creatura che vive in me, mio malgrado.
Eppure oggi, a distanza di forse un anno o anche più, sento la necessità di scrivere qualcosa.
In verità sono dell'idea che quando ti capita qualcosa, qualunque cosa, finchè non lo racconti a nessuno o non lo metti nero su bianco da qualche parte, è come se in realtà non fosse mai accaduto...
E' quindi una sorta di catarsi quella di scrivere. Prendi coscienza, fai un profondo resipiro, e ti rendi conto che da quel momento in poi è con un'altra realtà che dovrai fare i conti.
E della spirale d'impotenza nella quale precipiti è difficile rivedere la luce...
Tutto scompare dietro di te, davanti a te, sotto e sopra...
E non sempre ti soccorre la forza di rialzarti e rimetterti quantomeno in ginocchio.
Non sempre.
Che accade quando intorno a te le cose cambiano radicalmente, quando tutto prende una piega che tu non t'aspettavi prendesse così repentinamente?
Che accade quando l'unica spiegazione che il mondo trova per il tuo comportamento è l'immaturità?
Che accade quando tu hai il terrore che loro abbiano torto, e che tu sia così e basta, e che questa sia una condanna per sempre?
Accade che punti il ginocchio, alzi la testa e non soccombi.
Perchè altrimenti la tua amica B., pronta ad aspettarti dietro l'angolo al tuo primo cedimento, pasteggerebbe con le poche forze che ancora ti restano in corpo, lasciando di te un guscio svuotato, inerme...
Ma forse, è proprio quello che vuoi.
Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi vedró compirsi il miracolo: il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, con un terrore di ubriaco. Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto (Eugenio Montale, Ossi di Seppia) June 15 TransamerikaSei partito alla grande con Alberto e con la moto
Siam venuti tutti quanti a salutarvi Con un augurio, un abbraccio, una risata e una bottiglia E le ragazze una lacrima ed un bacio Nel bagaglio avevate due coperte e un po' di mate Una chiave del 10 e fil di ferro Una mappa, qualche libro, un paio di indirizzi Hermanos, vayanse con Dios! Nonstante le cadute e le rotture del motore Avete attraversato il continente E scroccato da mangiare e sofferto freddo e fame E abbandonato la moto in rottami. Hai parlato con gli indios rassegnati ed impassibili Ai mineros dai polmoni avvelenati Ai lebbrosi sepolti in ospedale giù all'inferno E li hai portati nel ricordo con te Addio, non perderti Resta allegro come sei Dalle piste di Temuco Alle vette di Abancay Tieni gli occhi sempre aperti Custodisci l'ultima idea Noi ci prepariamo a seguirti TRANSAMERIKA Ho sentito che da allora sei diventato grande Comandante vittorioso e poi ministri Che hai sfidato dittatori e per anni li hai beffati E che adesso tutto il mondo ti conosce. Ma a noi piace ripensare alla tua voglia di partire Alla moto caricata all'impossibile Agli scherzi di Alberto, alla sete di avventura E' un bel modo per dire libertà Addio, è il capolinea So che non ritornerai A Quebrada de lo Yuro Ti aspettavano i macellai Ti hanno mostrato ai giornalisti Hanno detto "Eccolo, è lui" Regna l'ombra su Valle Grande TRANSAMERIKA Addio, dormi tranquillo Perché non finisce qui L'avventura è ripartita Resta intatta l'ultima idea E da qualche parte del mondo C'è qualcuno come te Che prepara un nuovo viaggio TRANSAMERIKA http://it.youtube.com/watch?v=JEt-hDqY26c June 11 LAUREATAAAAAAA!!!!
9 Giugno 2008
E ora? Per un giorno niente paranoie, mi godo per qualche tempo questo traguardo! Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino in questo periodo e, sebbene lei magari non se lo aspetti, ci metto dentro assolutamente anche TIZIANA, con i suoi messaggi qui sul blog mi è stata indirettamente, molto più vicino di quanto creda! Un bacio a tutti!! April 09 Questo, anche questo è l'Islam...
"[...] L'islam, l'islam...la sua realtà ci resta ignota, le sue potenzialità ci sfuggono, travolte da brutali cronache quotidiane, annichilite dalla continua perentoria richiesta di schierarci, di accettare tutto o rifiutare tutto; e io, per spiegarmi, tento un'altra via, un ricordo, un'impressione lontana e indelebile, che altri vorrei condividessero. Tanti anni fa, una notte, d'estate, in Casablanca; una notte calma, calda, senza albore di luna, senza scintillio di stelle; la città come spossata, indifesa, oppressa dalla calura e dal buio; non un suono, non un sospiro di venti, un'eco di musiche, un vibrar di motori; e a un tratto, inattesa dall'incredulo occidentale incantato alla terrazza dell'albergo, una voce lenta, tremula, salmodiante, un'invocazione accorata e quasi triste, il mu'ezzin. La sua trepida preghiera animava il cielo, rivelava all'immaginazione il Dio invisibile, il Dio della <<sura del culto sincero>> (Cor. CXII), l'Unico, l'Assoluto, cui nessuno è uguale; e la città inerte, abbandonata nella stanchezza e nel sonno, era come simbolo dell'abbandono fiducioso al Dio misericordioso e compassionevole, da cui nulla la separava fra terra e cielo, a cui la dolente voce del mu'ezzin la avvicinava. Questo, anche questo è islam, e non sentirlo così, condanna a non capirlo."
tratto da "Laicità, un valore difficile da esportare", contributo di Sergio La China al volume "Il dialogo delle Leggi", ricerche Marsilio, 2006 a cura di Ida Zilio-Grandi. February 22 Grazie FABER...Di respirare la stessa aria di un secondino non mi va perciò ho deciso di rinunciare alla mia ora di libertà se c'è qualcosa da spartire tra un prigioniero e il suo piantone che non sia l'aria di quel cortile voglio soltanto che sia prigione che non sia l'aria di quel cortile voglio soltanto che sia prigione. È cominciata un'ora prima e un'ora dopo era già finita ho visto gente venire sola e poi insieme verso l'uscita non mi aspettavo un vostro errore uomini e donne di tribunale se fossi stato al vostro posto... ma al vostro posto non ci so stare se fossi stato al vostro posto... ma al vostro posto non ci sono stare. Fuori dell'aula sulla strada ma in mezzo al fuori anche fuori di là ho chiesto al meglio della mia faccia una polemica di dignità tante le grinte, le ghigne, i musi, vagli a spiegare che è primavera e poi lo sanno ma preferiscono vederla togliere a chi va in galera e poi lo scanno ma preferiscono vederla togliere a chi va in galera. Tante le grinte, le ghigne, i musi, poche le facce, tra loro lei, si sta chiedendo tutto in un giorno si suggerisce, ci giurerei quel che dirà di me alla gente quel che dirà ve lo dico io da un po' di tempo era un po' cambiato ma non nel dirmi amore mio da un po' di tempo era un po' cambiato ma non nel dirmi amore mio. Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d'obbedienza fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni. E adesso imparo un sacco di cose in mezzo agli altri vestiti uguali tranne qual'è il crimine giusto per non passare da criminali. C'hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame. Di respirare la stessa aria dei secondini non ci va e abbiamo deciso di imprigionarli durante l'ora di libertà venite adesso alla prigione state a sentire sulla porta la nostra ultima canzone che vi ripete un'altra volta per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti. Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti. |
cosa legge Morgana?
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